Post

Semio-teca è il blog didattico del Laboratorio (2) di scrittura della Laurea Magistrale in Semiotica dell'Università di Bologna. Curato dal docente Antonio Laurino, raccoglie e presenta gli elaborati prodotti dalle studentesse e dagli studenti durante le diverse edizioni del corso, a partire dall'a.a. 2018/2019. I testi che ospita, redatti individualmente o in coppia e oggetto di discussioni critiche collettive, affrontano, da una prospettiva semiotica, temi ed eventi politici, culturali, artistici e mediatici, hanno carattere essenzialmente commentativo e sono rivolti a un pubblico interessato ma non specialista.

L’autore nell’era dell’algoritmo: per un nuovo umanesimo digitale

L’ intelligenza artificiale ha cambiato il rapporto con il sapere. Ottenere informazioni, scrivere testi, creare immagini o video richiede ormai pochi secondi. La produttività è aumentata in modo rapido e queste tecnologie sono entrate nella vita quotidiana. Di conseguenza, chiunque può realizzare contenuti con facilità, spesso senza verificarne attendibilità e origine . I sistemi generativi, come i modelli linguistici di grandi dimensioni , funzionano attraverso l’ elaborazione statistica di enormi quantità di dati testuali. L’addestramento avviene su archivi molto ampi e si basa sulla previsione della parola successiva più probabile. Il processo non segue una comprensione del significato, ma reti di correlazioni tra elementi linguistici. In questo passaggio si collocano le cosiddette allucinazioni : risultati formalmente credibili che sono però inesatti o inventati. Accanto a questo aspetto emergono bias e disinformazione . I modelli riflettono ciò che incontrano nei dati di par...

Scrivere è di nuovo cool: l’inganno dietro alla nuova favola capitalista

Scrittura, lavoro e stipendio non sono parole che spesso vengono accostate tra loro. Scrivere è ancora considerato un hobby “da cameretta” che fatica a ottenere una dignità economica e sociale . Paradossale è il caso di Carrie Bradshaw, protagonista della serie Sex and the City : nonostante sia un ' editorialista affermata e di successo, nel corso delle stagioni la donna versa spesso in ristrettezze economiche. L’ ingresso dell’intelligenza artificiale nel mercato del lavoro ha contribuito al rafforzamento di questo stereotipo , in quanto i primi mestieri che sono stati automatizzati sono proprio quelli creativi. Considerando ciò, sembra davvero impossibile pensare che l’acerrima nemica degli scrittori sia oggi la loro più grande benefattrice . Aziende multimiliardarie del calibro di Netflix , OpenAI e Microsoft sono alla ricerca di storyteller e sono disposte a offrire cospicue somme di denaro pur di trovarli. Ma perché pagare una persona 400.000 dollari quando basta invia...

La biblioteca che non sa di esserlo

La macchina che non sa di leggere C’è qualcosa di leggermente comico nell’idea che la cultura umanistica, che per secoli si è nutrita della polisemia e dell’interpretazione come atto creativo, si trovi oggi in difficoltà davanti a uno strumento che fa le stesse cose, ma senza accorgersene. Un modello di intelligenza artificiale generativa è addestrato su testi : romanzi, saggi, enciclopedie, commenti online, trattati di filosofia, ricette di cucina. Apprende, in senso stretto, dalle parole che gli esseri umani hanno scritto per secoli. Sembra essere la biblioteca di Babele immaginata da Borges: infinita e per questo inabitabile. Il paradosso è che questo processo di apprendimento somiglia moltissimo a una formazione umanistica , ma produce qualcosa di diverso da un umanista: uno strumento straordinariamente fluente, capace di simulare l’argomentazione, il dubbio, persino l’ironia; senza però abitarli davvero.   Il problema non è la velocità Chi teme che l’IA sostituisc...

Separated by ICE di Carol Guzy

Immagine
Nessun posto in cui andare: vite mutilate Un padre incensurato allontanato da moglie e figlie dai militanti dell’ICE. Una famiglia divisa senza alcuna motivazione. L’ immagine vincitrice al World Press Photo 2026, scattata dalla fotografa Carol Guzy, racconta l’ ennesima frattura sociale causata dalle politiche trumpiane. Il IV Emendamento , garante della protezione contro sequestri immotivati, si vede tradito nelle azioni disumanizzanti compiute da quella che, sempre più, appare comportarsi come la milizia personale del Presidente. Strappata via da suo marito Luis, Cocha lancia un estremo appello: “ Please understand we are coming here for a better opportunity , not just for ourselves, but for our children ”. Ma il muro è già innalzato, ora la volontà appare essere la separazione interna di chi è rimasto . “ Nowhere to run ain’t got nowhere to go ”. Bruce Springsteen nel brano Born in the USA racconta la storia di un giovane soldato che, una volta rientrato dalla guerra in Vi...

Le macchine non possono pregare: la sfida del senso nella cultura umanistica

L’indifferenza dell’algoritmo L’ intelligenza artificiale incarna l’apatia di Meursault , il protagonista del libro Lo Straniero di Albert Camus. Così come l’impiegato di Algeri osserva scorrere la propria esistenza senza parteciparvi attivamente, il sistema digitale esegue senza alcun coinvolgimento emotivo . In quella che Luciano Floridi definisce infosfera –  l’ambiente odierno in cui digitale e analogico si fondono  –  assistiamo al disaccoppiamento tra l’agire e il percepire . La tecnologia lavora come un pappagallo stocastico : un’ agency efficace per risolvere compiti complessi prevedendo sequenze di parole, ma priva di consapevolezza . Pur lavorando con successo, essa rimane incapace di creare nuovo senso nel reale , limitandosi a ricomporre frammenti di un mondo che non le appartiene. La logica del segno e le non-cose I Large Language Model possiedono comunque una soggettività riflessiva che Claudio Paolucci, in Nati Cyborg , definisce attraverso la ...

Essere madre a sessant’anni in Cina

Lo  shīdú   失独 , “perdita del figlio unico”, è un fenomeno diffuso in Cina che descrive il lutto legato alla morte del figlio unico. Nel Paese fino al 2015 vigeva una legge atta al controllo delle nascite che impediva alle famiglie di avere più di un bambino. I figli nella società cinese sono considerati preziosi, non solo per via di questa normativa, ma anche perché, una volta cresciuti, essi hanno il dovere – e l’obbligo – di prendersi cura dei propri genitori . Nel momento in cui tale scambio non può avvenire, le famiglie vivono dei momenti di crisi. I “genitori shidu” possono sviluppare disordini mentali come la depressione e il disturbo da stress post-traumatico. È proprio in questo clima di disagio che Sheng Hailin, all’età di sessant’anni, ha deciso di diventare nuovamente madre in seguito alla perdita della sua giovane figlia. La sua vicenda è stata raccontata in una   serie fotografica  intitolata Motherhood at 60 , selezionata tra le migliori del Worl...

La Cultura ferita: distruzione dei luoghi di apprendimento nei conflitti

Immagine
“Morirono in 184, quei bambini coi loro insegnanti. Perché? Non c’erano combattenti tra loro, perché bombardarli?”. Gino Strada, fondatore di Emergency, nella sua autobiografia  Pappagalli verdi: cronache di un chirurgo di guerra  fa riferimento al bombardamento effettuato dagli Alleati nel corso della Seconda Guerra Mondiale, che colpì il quartiere milanese di Gorla e una scuola per l’infanzia. Attaccare militarmente luoghi di apprendimento è, dal 2015, una pratica illegale secondo le direttive dell’impegno politico intergovernativo   Safe School Declaration . Le 120 Nazioni aderenti si impegnano nella tutela dell’educazione durante i conflitti armati, garantendo protezione a studenti, insegnanti ed edifici scolastici. Nonostante questo, le parole usate da Strada per commemorare i piccoli martiri di Gorla risuonano attuali, a due mesi dal raid con cui gli Stati Uniti hanno raso al suolo una scuola elementare nella città iraniana di Minab, provocando 168 vittime. ...

La nostra necessità di costruire muri: protezione o esclusione?

Protezione e identità Da sempre l’uomo costruisce muri. La necessità di erigere queste strutture nasce dal bisogno di protezione . Tanto le mura domestiche quanto quelle che circondavano le antiche città servivano a separare un “dentro” da un “fuori”: l’interno era percepito come uno spazio sicuro e rassicurante, mentre l’esterno appariva minaccioso e pericoloso. Tuttavia, il muro non è soltanto un elemento funzionale, ma anche simbolico. Esso contribuisce alla costruzione dell’ identità , definendo chi siamo attraverso la distinzione da ciò che non siamo. In questo senso, crea una separazione tra un “ noi ” e un “ loro ”. Se da un lato tale distinzione può rafforzare la coesione di un gruppo, dall’altro rischia di trasformarsi in esclusione . Esclusione e sicurezza Coloro che sostengono la costruzione dei muri ritengono che essi siano strumenti necessari per garantire sicurezza , ordine e controllo dei confini. Nel mondo contemporaneo, caratterizzato dalla globalizzazione, fe...

Globalizzazione e identità: il caso di Tuvalu

Immagine
La globalizzazione viene spesso considerata responsabile dell’annullamento dell’identità dei popoli. Come viene sottolineato nell’ articolo di Ugo Volli esiste ormai un’” indetità semplice ”, figlia della nuova società interconnessa e omologata. Le persone di tutto mondo mangiano le stesse cose, indossano gli stessi vestiti e guardano gli stessi film. L’identità è un concetto ambiguo, poiché possiede una componente sia spontanea sia artificiale : le culture si sviluppano in modo naturale, ma possono anche essere costruite intenzionalmente. Il caso dello Stato di Tuvalu è esemplificativo di questa dicotomia.   La crisi climatica a Tuvalu Tuvalu è una piccola nazione insulare situata nell’Oceano Pacifico. Da qualche anno il paese è sotto i riflettori, per via della drammatica situazione che sta attraversando: il livello dei mari sta aumentando in modo esponenziale e Tuvalu rischia di venire totalmente sommerso entro il 2050. Il Ministro degli Affari Esteri Simon Kofe aveva ...

Roma e i barbari: le origini storiche della paura dello straniero

Nel dibattito contemporaneo sull’identità culturale e il rapporto con il diverso emerge una tensione apparentemente irrisolvibile: conciliare l’uguaglianza senza omologarsi, e la differenza senza trasformarla in conflitto. In un mondo sempre più interconnesso, il rischio non è soltanto quello di chiudersi nella paura dell’altro, ma anche quello opposto di appiattire ogni specificità. Riflettere sull’identità significa allora interrogarsi sui processi attraverso cui definiamo noi stessi in rapporto agli altri, spesso mediante dinamiche di opposizione. In questa prospettiva, la costruzione dell’identità per contrasto è un meccanismo ricorrente nella storia, che trova un esempio emblematico nella rappresentazione dei barbari da parte dei Romani.   L’invenzione del nemico e il caso dei barbari Quando l’identità si sente minacciata, scatta il meccanismo psicologico della costruzione del nemico . Creare un avversario, come ha insegnato Umberto Eco, è la strategia più semplic...